lunedì 17 dicembre 2012

biscotti ad occhio

Ebbene si sono in fissa con i biscotti e in questo periodo ne faccio quantità industriali, sia perchè ormai mi fido poco di quello che compro, sia perchè ho comprato delle formine da biscotto davvero graziose che le userei per fare tutto....
Considerato che io odio cucinare con la bilancia davanti ( per pesare gli ingredienti, non me, quella pesa persone ormai l'ho abbandonata al suo triste destino...), ho imparato un po' di trucchi per far venire degli ottimi biscotti senza lo stress di dover pesare tutto al grammo.
I biscotti da crudi devono avere la consistenza della pasta frolla, quindi un impasto sodo ma non duro, facili da stendere con un mattarello, ma che non si appiccica alle mani; aiuta di sicuro riporre il composto in frigo per almeno mezz'ora, così da poter utilizzare le amate formine senza difficoltà.
Io di solito parto dalla quantità di farina: per circa una trentina di biscotti piccoli utilizzo 250 grammi di farina, o tutta bianca oppure 100 gr integrale e il resto bianca ( con la farina integrale è sempre meglio mischiare in proporzione 1/4 integrale e resto bianca sennò vengono di marmo che non li vuole nemmeno il gatto per giocarci).
ultimo esperimento
Aggiungo circa 100 gr di zucchero, anche di canna e poi inizio a mescolare il tutto con il latte di soia e mezzo bicchiere di olio di semi: mai omettere un grasso, perchè sennò i biscotti non sono friabili.
Aggiungo latte di soia fino a che l'impasto non diventa malleabile; quando raggiungo la consistenza desiderata, mischio mezzo cucchiaino di bicarbonato all'impasto, così che i biscotti non sapranno di lievito ( e il sapore è orrendo) ma rimarranno più morbidi in cottura.
Io di solito all'impasto aggiungo spezie varie come zenzero e cannella, oppure cioccolato e mezzo bicchiere di spremuta d'arancia, con anche la polpa della spremuta ( non se butta via niente...), oppure le mandorle tritare e il cioccolato a pezzetti.
 L'ultimo esperimento di ieri sera ha previsto 100 gr di farina integrale, 150 gr di farina bianca, 100gr di zucchero di canna, un intruglio di cioccolato e nocciole che voleva essere nutella ma non era nemmeno la sorellastra brutta della nutella, latte di soia qb e un bicchierino da caffè di olio di mais....Buoni e belli, belli e buoni.
Un saluto da Nina che fa la gnorri di fronte all'albero di natale

lunedì 12 novembre 2012

Su richiesta ciocco-cocco

Difficilmente cucino su richiesta, soprattutto perchè mi serve l'ispirazione  per cui a comando perdo di spontaneità.
Ma il mio maritozzo era già da un po' che chiedeva dei biscotti per cui sabato l'ho accontentato e rimaneggiando una ricetta trovata non so dove ho fatto i biscotti cocco e cioccolato.
A 100 gr di farina di cocco ho mischiato 150 gr di farina normale, poco meno di 100 gr di fruttosio ( voglio provare a fare dolci senza zucchero) e poi ho unito il latte di soia fino a che non è diventato un impasto mediamente solido tanto da poterne ricavare delle palline. Ho grattato disordinatamente del cioccolato fondente e alla fine l'ho aggiunto insieme a mezza bustina di lievito all'impasto.
In extremis, ma solo perchè mi ero dimenticata, ho mischiato anche due cucchiai di olio di mais.
Ho fatto delle palline, le ho un po' schiacciate e poi le ho messe al forno per 20 minuti a 180 gradi, fino a che non si sono un po' dorati. Buonissimi e delicatissimi, come da foto che segue....

bollenti biscotti con gocce di cioccolato grazie alle quali gocce mi sono ustionata mani e palato



Non metto l'altro esperimento, ovvero i biscotti di zucca e spezie, perchè sono venuti orrendi e li mangeremo solo io e Nina che gradisce sempre tutto quello che cucino, come da foto che si allega


lunedì 22 ottobre 2012

autoproducendo

Domenica impegnata in autoproduzione casalinga, perchè FARE è meglio che COMPRARE, o almeno è meglio se i risultati sono buoni e io sono abbastanza soddisfatta.
Era da tanto tempo che volevo rifare le barrette multicereali che si trovano di tutte le marche, forme e colori, per prima cosa perchè non mi piacciono quelle che compro, troppo gommose e dolciastre, e poi perchè avevo visto rifarle in tv ( al Gambero Rosso...?????credo....) e era talmente tanto facile che non potevo non farle. Le dosi sono state a occhio ma così credo sia più facile e più a gusto proprio.
Per circa 200 gr di muslei ( ignoro se si scrive così...) regalato dalla Bottega Capoverso, ho messo due cucchiai di miele, circa 100 ml di latte di soya, tre cucchiai rasi di farina, e due cucchiai di zucchero di canna. Si mette il muslei in un pentolino a fuoco bassissimo e si aggiungono gli ingredienti mescolando e facendo una sorta di pappone consistente ( l'immagine non è invitante ma rende l'idea), allungando con il latte di soya se diventa troppo secco.
Quando è bello mescolato ma sodo, si spegne il fuoco e si aggiunge tutto quello che vi pare, dalle gocce di cioccolato, ai semi che più vi piacciono, dalle spezie ai canditi: io ho aggiunto i semi di girasole, la cannella e lo zenzero. Prima che si raffreddi, si spalma su una teglia da pizza o comunque con i bordi bassi, foderata di carta da forno; per maggiore facilità semmai si danno due gocce di olio di semi per non far attaccare il composto. Il composto deve essere alto circa tre centimetri. Si mette in forno a 180 gradi per massimo un quarto d'ora; è pronto quando diventa un po' bruno.Si taglia in tranci o in formine o come vi pare e poi si lascia raffreddare, evitando che gatti curiosi come i miei lo annusino.....
barretta ( che sta per essere divorata)
Buonissime, facilissime, meno costose di quelle comprate e con i gusti che più ci piacciono...

martedì 16 ottobre 2012

Non si può cavare sugo dalle rape

...ma un'ottima vellutata si!!!!!
Mai comprato le rape rosse? io mai fino a venerdì, quando mi sono avventurata nella loro scoperta.
Devo dire che sono carine: quando le sbucci le mani ti diventano di un bel rosso, hanno un delizioso profumo di terra...ma lo stesso non sapevo che farci e quindi mi è venuto in mente che potevo provare con una vellutata, modalità in cui sono riuscita a mangiare e far mangiare anche gli ingredienti più strani.
Ho pelato le suddette rape e le ho tagliate a pezzi e poi cotte nell'amica pentola a pressione, insieme a mezza cipolla e un po' di lattuga malconcia che sennò avrei dovuto buttare, sale e un goccio d'olio.
 Ho unito due patate a pezzi, coperto con acqua fino a metà degli ingredienti, e cotto 15 minuti dopo il fischio.
A cottura ultimata ho frullato tutto, e ho fatto stringere con un dado biologico per dare più sapore.
( Sarebbe stato meglio passare tutto al passaverdure, ma il mio attrezzo è andato perso nel trasloco e in ogni caso il frullino a immersione è il mio secondo migliore amico dopo la pentola a pressione).
Personalmente ho aggiunto due bei peperoncini, ma quello è a gusto e piacimento.
Quando la vellutata si è fatta velluto ( 10 minuti a fuoco basso), ho dato un giro di panna vegetale, che oltre a dare un bell'effetto ottico ha anche aggiunto delicatezza alla preparazione.
Enrico quando l'ha vista ha seriamente dubitato delle mie capacità culinarie ( e forse anche di quelle mentali), ma poi superato lo scoglio del colore insolito, ha gradito la preparazione.
Io come al solito la ricetta l'ho inventata, ma poi ho trovato riscontro anche in altri siti, che al posto della panna suggeriscono di mettere lo yogurt.

lunedì 1 ottobre 2012

15 persone a cena qualche giorno dopo

Sono sopravvissuta. Non so i miei ospiti, ma al massimo sono scesi da casa mia e si sono andati a comprare due cornetti con la nutella.

Il menù è stato rispettato, ma non sono del tutto soddisfatta.
Dopo millenni che faccio le lasagne al pesto ancora non riesco ad evitare che  assomiglino a delle solette da scarpe. Secondo me il pesto è un po' pesante e quindi cerco di fare pochi strati; il risultato è l'effetto soletta di cui sopra. Dovevo aggiungere più ricotta e fare una besciamella più liquida.
Mannaggia a me.

Le lasagne di verdure secondo me erano da paura: alte, morbide e con tante verdure tagliate piccole.A me sono piaciute.

Anche il polpettone di Sonia è andato bene: l'unica cosa è che era salato arrabbiato....tendo a cucinare sciapo e quindi quando ho ospiti esagero per evitare che non sappia di nulla. Ho decisamente esagerato.

Mi è dispiaciuto delle creature che non hanno mangiato nulla: la prossima volta faccio loro un menù a parte. Del cibo lasciato da loro è stato felice Simba che immagino si stia ancora nutrendo degli avanzi.

C'è stata una scena che non dimenticherò mai. "Enrico prendi il pane?è quello fatto da me con il lievito madre."Il mio amore torna e distribuisce il pane. Paola ne assaggia un pezzo e fa una faccia strana...boh forse non le piace il sapore del lievito madre...Lo assaggio anche io, per vedere che schifezza avevo combinato. Il pane era buonissimo, peccato che fosse quello al cocco che avevo preparato come dolce....Carini che nessuno mi aveva detto niente per non umiliarmi....

Aggiungo la ricetta del pancocco, che seppur scambiato per pane normale è venuto buonissimo.

150 gr di pasta madre rinfrescata da non più di 6 ore
100 gr di farina 0 o integrale o come vi pare
50 gr di farina di cocco ma io ne ho messo un po' di più a occhio
100 gr di zucchero ( la ricetta originale non lo prevedeva ma io ce l'ho messo e ci stava bene)
due cucchiai di olio di semi per renderlo morbido.
acqua tiepida qb o anche latte di soia tiepido

Amalgamare gli ingredienti partendo dallo sciogliere la pasta madre. Lavorare fino ad una consistenza soffice che non appiccica le mani e lasciar lievitare a forno chiuso con acqua calda vicino almeno due ore. Impastare di nuovo e mettere nello stampo da plumcake a lievitare per un altra ora.
Cuocere a 180 ° per mezz'ora ovvero fino a quando il profumo di cocco non vi ha stordito.

giovedì 27 settembre 2012

15 persone a cena

Domani sera ho solo 15 persone a cena. Di cui 3 bambine streghette meravigliose che chissà che piffero mangeranno, una quasi mamma panciuta ( ammesso che non si areni al primo piano e toccherà spostare la cena sul pianerottolo) che è allergica al nichel e quindi a diverse cosette, una mamma che se non porta l'arrosto non si sente a cena, un marito colestoroloso, chi non mangia zucchine, chi non mangia la famiglia dei broccolidi, io che non mangio carne....gli unici che si salvano sono mio babbo, noto onnivoro, e mio fratello di bocca buona.
ok, ho un piano per sfamarli tutti. Non garantisco la mia sanità mentale ma dovrei farcela.
Antipasto: formaggi vari con marmellate varie. Plumcake salato con non so ancora quali verdure.
Primo anzi primi: Lasagne al pesto e ricotta, lasagne bianche con verdure non so ancora quali.
Secondo: arrosto di mamma ( sennosisentemale!), polpettone alle prugne di Sonia, polpettone di bietole e pane ( anche io mi devo nutrire di qualcosa).
Contorni: patate e verza stufate, carote al curry, cicoria ripassata.
Dolce: sono molto indecisa tra torta con lievito madre e cocco ( è un esperimento e non so se mi regge di servire un eventuale mattone), muffin classici vegani con crema calda e panna.
Basterà? Sopravviverò?

martedì 18 settembre 2012

La stagione delle pere

L'estate si allontana nostro malgrado e io provo a consolarmi con i frutti di stagione che mischio come mio solito a volte senza alcun criterio. Sono entrata di nuovo in fissa con le marmellate fatte in casa, non perchè si risparmia, anzi di sicuro spendo di più a farle che a comprarle, ma perchè trovo che salvo rari casi quelle comprate abbiano tutte lo stesso sapore ( come gli yogurt vitasnella che cambiano solo leggermente colore da un gusto all'altro). In piena estate ho fatto la marmellata di prugne a mio esclusivo uso e consumo, ovvero con pochissimo zucchero bella acida, che Enrico l'ha assaggiata e a momenti la sputa in faccia a Ninetta che si trovava lì per caso ad elemosinare cibo: per un chilo e 600 gr di frutta pulita se ho messo 300 gr di zucchero è pure troppo...ma a me piace così! Per soddisfare l'altro pezzo di famiglia ho fatto anche quella di pere, dove per due chili abbondanti di frutta ho messo un chilo di zucchero...al pupo piace così melensa ma per me è immangiabile a meno che non sia mischiata con la ricotta. Con le pere avanzate e belle mature ho fatto pure un plum cake vegano al 100%, ovvero come dice Sonia, che si tiene su con l'aria. Per uno stampo da plum cake normale ho mischiato 250 gr di farina, 125 gr di zucchero, due pere mature e schiacciate, circa 250 ml di latte di soya ma sono andata ad occhio e poi avevo della crema di nocciole dono di Capoverso che ho aggiunto in purezza con tutto il suo bell'olio. Ho acceso il forno a 180 gradi ed infine ho aggiunto il lievito poco prima di metterla al forno per circa 30/40 minuti. Purtroppo ho tirato fuori il dolce troppo presto ( doveva entrare la pizza fatta con la pasta madre), le pere non si sono asciugate bene e quindi il pum cake aveva un buco in mezzo tipo traforo del monte bianco....faceva ridere e ovviamente lo abbiamo mangiato lo stesso!!!!!

venerdì 22 giugno 2012

l'avventura della pasta madre

Era tanto tempo che volevo iniziare a panificare con la pasta madre, e dopo aver letto di tutto e di più, aver visto molti video, e consultato tantissimi libri, mi sentivo pronta ad iniziare l'avventura. Senonchè siamo riusciti a fare il Grande Passo, cioè l'acquisto di una casa, e ho pensato fosse meglio posticipare l'inizio a quando ci saremmo stabiliti a casa nuova. Senonchè ( e siamo a due) a casa di mio fratello una sua amica ha lasciato un barattolo di pasta madre e a quel punto era lei che aveva scelto me e così ho dato l'avvio alla produzione di pane con pasta madre. I primi esperimenti sono stati terribili, e io, pur di non cedere di fronte a mio marito che (giustamente) sosteneva che il pane era acido e ammassato, pesante come un foratino, l'ho mangiato ugualmente, con la viva speranza che il mio sacrificio sarebbe stato ricompensato nel futuro. E infatti così è stato: dopo quasi due mesi di tentativi vari e eventuali, oggi la mia pasta madre produce un pane profumato e morbido, che può essere ancora perfezionato ma che almeno non è duro come una roccia....I vari trucchi che ho studiato e sperimentato sono:
1- una lievitazione molto lunga, tutta il giorno o almeno tutta una notte, con vari impasti ogni 2/3 ore per dare aria alla pasta;
2 - lievitazione in forno (spento ma chiuso) con a fianco un contenitore con dentro l'acqua, serve a dare umidità e consente una lievitazione più leggera ( grazia Sonia del suggerimento...)
3 - cottura lunga, diciamo che per mezzo chilo di farina deve stare in forno almeno 40 minuti, sennò si ammassa e fa l'effetto foratino di cui sopra;
4 - uso di farine biologiche, mai avrei pensato che una farina influisse così tanto e invece si sente proprio la differenza anche solo ad impastarlo;
5 - quando si cuoce in forno riporre lo stesso tegame con un fondo di acqua, perchè anche in questa fase aiuta la morbidezza;
6 - rinfrescare la pasta madre più spesso possibile, in modo che perda l'acido.
 Questa rinfrescatura frequente crea un inconveniente: si ha pasta madre per un esercito affamato...e così non resta che spacciarla ad amici e parenti, come ho fatto io che l'ho regalata a mia madre che con la sua pazienza l'ha fatta seccare dopo due settimane, a Sonia a cui viene un pane che sembra quello vero, a Lucilla che è mia complice di esperimenti naturali, a Rita, la mia capobottega, che mi ha detto che ormai il blob ha invaso il frigo,  a Fede, che mi sa che era meglio se gliela davo una volta finiti gli esami....
Comunque spacciarla dà vero piacere, mi sembra di condividere una tavola imbandita con ogni persona a cui l'ho data ed è una bella sensazione!
Continuo gli esperimenti, almeno fino a che Enrico non si stufa di avere farina sparsa un po' ovunque....

martedì 8 maggio 2012

inventiamo il pesto

Sabato sera e tanti amici a cena. Ottimi spinaci freschi del cassettone di Capoverso. Come unirli?Ma facendo dell'ottimo pesto fresco!Ho lavato bene le foglie degli spinaci e le ho spezzettate nel frullatore, ho aggiunto una manciata di mandorle e una manciata di semi di girasole, e poi ho frullato il tutto. Nel wok ( ma la wok è maschio o femmina?Bah!!!!!)ho messo uno spicchio d'aglio e un peperoncino, tre o quattro pomodori rossi tagliati a spicchi e un abbondante giro d'olio; dopo aver soffritto poco poco e aver tolto poi l'aglio, ho aggiunto il pesto di spinaci per far insaporire il tutto. Ho bollito dei meravigliosi rigatoni e, scolati molto al dente, li ho mantecati con tutto il pesto e il sughetto....Il pesto era veramente buonissimo, ne ho anche surgelato due bicchieri per future cene. La vera differenza secondo me l'hanno fatta gli spinaci freschissimi del cassettone, che erano croccanti e veramente colti da nemmeno 24 ore...Gli amici mi pare che hanno gradito!!!!!

venerdì 20 aprile 2012

corona di carciofi ( nello stampo da budino)

non da mettere in testa ma da mangiare. Avevo degli avanzi di riso carnaroli e di farro, che da soli non avrebbero sfamato nessuno, per cui li ho mischiati e li ho fatti dorare con due cipollotti freschi, sale, erba pepe e un po' d'olio. A parte ho fatto il brodo e ho cotto riso e farro come se fosse un risotto. A metà cottura, dopo circa 10 minuti ho aggiunto i carciofi puliti e tagliati a pezzi piccoli. Ho spento sotto il riso quando ancora era al dente e ho mantecato con due cucchiai di ricotta. Ho poi utilizzato lo stampo da budino che mi è stato spacciato per stampo da ciambellone ( ma non è nemmeno un lontano parente), l'ho un po' unto e spolverizzato di pangrattato e semi di girasole e poi ci ho pigiato dentro il riso. In forno per 20 minuti a 180 gradi e poi 5 minuti con il grill acceso così si asciuga bene. buono che dici buono.

martedì 13 marzo 2012

stasera muffin

...ma non muffin dolci, bensì salati....Confesso di aver scopiazzato l'idea di partenza che poi ovviamente ho erbivorizzato a mio uso e consumo. Per due muffin belli grandi oppure quattro piccoli ho mischiato 100 gr di farina ( metà normale e metà integrale), ho aggiunto 2 o 3 cucchiai di olio, un uovo e 50 ml di latte. La crema che ne è uscita fuori era abbastanza liquida, quindi non c'è stato bisogno di aggiungere altro latte. Poi ho aggiunto carote e patate, lessate e tagliate a pezzetti, il lievito istantaneo per preparazioni salate, ho regolato di sale e di pepe e ho messo il composto nei pirottini per i muffin. Al forno per meno di un quarto d'ora e sono diventati enormi e gonfissimi. Nella ricetta originaria aggiungevano pecorino e parmigiano, ma ovviamente a me è vietato....Oltre ai muffin di farina voglio fare anzi rifare i muffin di ricotta che sono stati inventati per far mangiare al mio pupo la bieta che sennò gli fa un po' troppo erba insulsa. Considerata l'invenzione, ignoro del tutto quantità e dosi, quindi vai con la ricetta a occhio. Alla bieta lessata e strizzata benissimo ho aggiunto un bel po' di ricotta e ho lavorato bene l'impasto; poi ho aggiunto del pan grattato fino a rendere l'impasto sodo ma nn troppo...per farmi capire non si deve staccare dal cucchiaio....ho unto i pirottini di cui sopra e li ho cosparsi di pan grattato mischiato ai semi di sesamo, in modo che quando poi li capovolgi rimane la crosticina in alto....in forno per un quarto d'ora o fino a che non li vedete belli asciutti.....buonissimissimi e soprattutto a prova di pupo che non mangia la bieta!

giovedì 9 febbraio 2012

oltre la solita minestra

La scorsa settimana facendo la spesa ho comprato ben due confezioni di farro e volevo una ricettina che andasse oltre la solita minestra. Ho trovato questa ricetta in giro e poi l'ho adattata a mio uso e consumo. Con circa 150 gr di farro sono venuti una decina di piccoli suppli. Dopo aver lessato il farro nella santa pentola a pressione ( 15 minuti dopo il fischietto) l'ho mischiato con un uovo, del pangrattato fino ad ottenere un impasto sodo, poi ho aggiunto del profumato cumino, sale e pepe e gli ho dato la forma di piccole polpette. Poi l'ho passate nel pangrattato e l'ho messe in frigo per una giornata intera. Ci sarebbe stato benissimo anche il parmigiano e il prezzemolo ma io non avevo nè l'uno nè l'altro ;-(. Ieri sera otrnata dalla gelida giornata, li ho cotti in una padella antiaderente con un filo d'olio....per tacitare i miei sensi di colpa verso il colesterolo non li ho proprio fritti però erano buonissimi anche così ( con buona pace dei trigliceridi...)

giovedì 19 gennaio 2012

Galeotto fu un diffusore....e poi venne la quinoa

Mai avrei potuto pensare che un diffusore ( quello per capelli ricci) potesse essere portatore di belle esperienze...ed invece proprio grazie a questo aggeggio tanto tempo fa ho fatto amicizia con Lucilla, che adesso è diventata una delle mie tesorelle preferite, dispensatrice di rilassamento e di pietre magiche, tanto caruccia da dedicarle un ricetta a richiesta  con la quinoa. Questo splendido cereale antichissimo è definito la carne dei poveri per le sue caratteristiche nutrizionali: è ricca di proteine vegetali, oltre a ferro potassio e magnesio e poi è adatta anche ai celiaci, poichè priva di glutine. La quinoa è simpatica e versatile come il riso e quindi può essere usata sia per preparare insalate fredde sia polpette sia addirittura minestre con i legumi.Un po' di tempo fa l'ho preparata a mò di insalata di riso: l'ho lessata con la pentola a pressione ( cottura 10 minuti dopo il fischio), ho fatto le verdure che avevo a dadini piccoli (carote, patate, piselli), le ho cotte e poi le ho mischiate alla quinoa ormai cotta. A crudo ho aggiunto pomodoro rosso e mais, e poi anche dei gamberi cotti e sgusciati. Buona e proteica e adatta ai pranzi estivi ( co' sto freddo di adesso....brrr)

lunedì 16 gennaio 2012

Il risotto della domenica

"Amor vuoi il risotto con i carciofi a pranzo?" "Si buono. Va bene"
Un po' meno bene è scoprire che i carciofi in frigo in realtà è UN carciofo, ultimo superstite e figlio unico dei carciofi del cassettone preso in bottega il giorno prima. Quindi mi sono inventata un risotto con IL carciofo, mezza cipolla, una carota e una patata.Ho tagliato tutto minuscolo ( anche perchè così sembrava di più) e ho fatto cuocere a fuoco lento con il coperchio per mezz'ora. Poi ho tolto le verdure ben cotte ma ancora sode e nella stessa pentola ho tostato il riso carnaroli ( 180 gr x due persone). Dopo averlo tostato ho aggiunto due mestoli di brodo e un po' di verdure, ho coperto e ho lasciato asciugare, per poi ripetere l'operazione fino alla cottura del riso ( circa 15 minuti). Alla fine ho mantecato fuori dal fuoco con due cucchiai di ricotta, che è più leggera della panna o del burro ed ha avuto lo stesso meraviglioso effetto di crema.
 Ovviamente Enrico ha chiesto "ma non doveva essere un risotto con i carciofi?" " e' che si sentivano soli, così ho aggiunto altra verdura......"
Però era buonissimo.

PS: verdure della bottega Capoverso, fresche fresche tutti i sabato mattina su ordinazione.....

giovedì 12 gennaio 2012

amaranto: questo sconosciuto

In bottega qualche tempo fa è comparso sugli scaffale l'AMARANTO, un cerale a me del tutto sconosciuto, anzi non sapevo nemmeno fosse un cereale. Leggicchiando qua e là ho scoperto un sacco di informazioni su questo alimento, che può essere ottima base per molti preparati in sostituzione della carne. E' ricco di proteine e di un aminoacido essenziale, la lisina, che invece non c'è in nessun altro cereale ( gli aminoacidi sono i mattoni dei nostri muscoli, e sono in grande quantità nella carne, per questo si dice che i vegetariani non possono essere muscolosi, ma non è così....cioè io non sono muscolosa ma non perchè sono vegetariana......), è privo di glutine quindi buono anche per i celiaci, è pieno di calcio, di potassio e di magnesio, nonchè di fibre...insomma è un tipo completo!!!!!Tra l'altro è facile da cucinare, basta metterlo in pentola a pressione con acqua pari al doppio del suo peso, e lasciarlo cuocere 20 minuti dopo il fischio. Io ieri sera ho aggiunto il sale e il peperoncino all'acqua di cottura, e dopo averlo scolato ( ma i realtà era abbastanza asciutto) l'ho frullato con gli spinaci che avevo prima lessato e strizzato, e tanto pangrattato. Ci sta benissimo il parmigiano e magari anche un uovo, ma io sono condannata ad una cucina colesterolo free....Dopo aver frullato gli ho dato la forma delle spinacine ( bassine e tracagnotte) e le ho passate nel pangrattato a cui avevo aggiunto la farina per la polenta ( ma pure nella panatura ci sta bene il parmigiano e anche il sesamo), le ho messe in frigo così si compattano e stasera le cuocio in padella con un po' di olio. bbbbbone....

PS : l'amaranto è colloso una volta cotto, ma si lavora benissimo ugualmente.
PS2: 100gr bastano per realizzare 6 spinacine

lunedì 9 gennaio 2012

Ricette per Marta, Claudio ed Ernesto



Queste ricette sono dedicate alla famigliola Marchesi -Mule' che l'altra sera ha gradito la cena e allietato la nostra casa. Per primo ho fatto una minestra di ceci e patate: la sera prima ho messo a mollo i ceci secchi e molto biologici per cuocerli con la pentola a pressione ( santo subito chi ha inventato questo arnese indispensabile per chi cucina). A parte ho tagliato 3 patate medie a dadi, ho aggiunto due carote, un quarto di cipolla bianca e un mazzetto di sedano, ho coperto tutto d'acqua e a fuoco lento ho lasciato andare per 40 minuti ( in realtà avrei potuto fare tutto con la mia amica pentola a pressione ma era occupata dalle lenticchie per la ricetta del secondo). Cotti i ceci li ho frullati grossolani, ho invece frullato bene le altre verdure ( ho solo levato il sedano prima di frullare) e poi ho mischiato e lasciato cuocere per far insaporire  bene per 10 minuti. Ci ho aggiunto anche la pasta, ma quella e' facoltativa!
Per secondo ho cucinato delle polpette di lenticchie ed anche un pollo al curry.Le polpette sono facilissime e buonissime. Dopo aver lessato le lenticchie, vanno ben scolate o anche passate 10 minuti in padella antiaderente per far perdere tutta l'acqua. In un'altra piccola padella ho tagliato un quarto di cipolla finissima e l'ho saltata con una manciata abbondante di olive nere e di cumino ( le spezie sono a piacere e a gusto proprio). poi ho unito la cipolla alle lenticchie appena frullate e ho aggiustato la consistenza con del pangrattato. Poi si fanno le polpette della grandezza più gradita, l'ho impanate con semola di polenta e semi di sesamo e l'ho messe al forno per un quarto d'ora con un goccio d'olio. Certo la morte loro sarebbe la frittura ma per vari motivi il fritto non è nostro amico...vengono gustose pure così...il pollo al curry è veramente una sciocchezza da fare: si trita una cipolla e mezza mela molto finemente e si fa rosolare con olio e tanto ma tanto curry saporito; quando si sono ammorbidite, si aggiunge il pollo in pezzi piccoli e infarinati e si lascia cuocere, se si secca si può bagnare con vino bianco oppure molto semplicemente con acqua, che viene più leggero....Martò ti voglio all'opera!!!!!!!e poi prima o poi apriremo il nostro catering....

mercoledì 4 gennaio 2012

senza voler convincere nessuno

http://www.youtube.com/watch?v=k10SoSJod1A

questa intervista mi è stata suggerita da mio fratello, neofita vegetariano insieme alla sua fidanzata, ed sono parole belle da ascoltare. Anche se non amo fare proselitismo, e chi mi conosce sa che vivo il mio essere vegetariana senza rompere le scatole a nessuno e cercando di essere tollerante e soprattutto cuoca anche di carne ( anche se non la mangio da diversi anni), credo sia importante per tutti vedere questo video e sentire le parole di questo professore.

martedì 3 gennaio 2012

per digerire l'amarezza della vita....

....stasera mi preparo una bella vellutata di zucchine e patate. Ieri sera ho messo a cuocere a fuoco lento le patate tagliate a pezzi piccoli e le zucchine e ho usato il meraviglioso coltello di ceramica giapponese, dono del mio husband....il terrore di romperlo ha fatto sì che l'ho usato come se stessi maneggiando un'arma antica, intarsiata di pietre preziose....cmq ho messo tutto il trito in una pentola con acqua che le copriva, ho aggiunto mezza cipolla e mezzo dado vegetale di quelli buonissimi biologici e ho lasciato a mollo a fuoco lento per 20 minuti. Stasera quando torno frullo tutto con il minipimer, anche esso dono del mio husband ( non potrei cucinare senza di lui....)e aggiungo pepe e sale qb, un pizzico di paprika dolce e un giro d'olio. Se imparo come si aggiungono le foto domani ne metto una...e intanto provo a reagire a questo amaro mondo.....

lunedì 2 gennaio 2012

ricette per cominciare

La mia passione vera è la cucina, ne ho avuto conferma parlando con mio cugino (cuoco...beato lui!)...mi sono animata a parlare di cucina, di piatti,  di idee da realizzare...ma va beh...ho impiegato tanto tempo a costruire questa mio lavoro ( quello principale intendo...) e credo sia troppo tardi per ricominciare.Ho quindi fatto un compromesso con me stessa: rimango quello che sono diventata, ma impiego tanto tempo in questo hobby. E soprattutto ho deciso di scriverne, un po' per condividere, un po' per lasciare traccia dei miei esperimenti.
 Ieri sera per esempio:avevo voglia di muffin, e come al solito dovevo conciliare gusto e calorie e il colesterolo del mio amor....per cui mi sono avventurata su una ricetta trovata non so dove, e l'ho piegata alle mie molteplici esigenze. Per 180 gr di farina, ho messo 100 gr di zucchero ( ma forse ne bastavano 80gr), 200 ml di latte di soia, un vasetto di yogurt bianco e magro, poi 100 gr di fiocchi di avena ( ma era meglio metterne di meno), cannella a piacimento, mezza pera a pezzi piccoli, e due cucchiai di succo di pera ( più denso possibile). Ho mischiato tutto, e poi ho utilizzato le meravigliose formine di silicone a forma di cuore, regalo di natale della mia vecchia amica Sonia. Un quarto d'ora in forno e i muffin erano pronti. Non sono cresciuti tanto credo per colpa dei fiocchi d'avena che appesantivano, ma il sapore è buono, sono morbidi e quando incontri la pera a pezzi è una goduria!