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lunedì 27 ottobre 2014

Colazione da Capoverso

Più o meno una volta, al mese nella mitica bottega di commercio equo e solidale Capoverso, organizziamo una colazione, dove oltre ai beveraggi vari, offriamo dolci e quanto la nostra fantasia crea ai clienti, agli avventori, a chi vede che se magna aggratisse e entra per la prima volta in bottega.
Sabato mattina un cliente affezionato ha così affermato: " io domani non vengo perchè voi fate solo dolci e io la mattina mangio salto..."
E che non accetti la sfida e prepari una pietanza salata?
E Farafrittata sia!
La farafrittata è una frittata senza uova, fatta con la farina di ceci; su internet si trovano milioni di ricette ed onestamente io non ricordo più dove ho preso quella che ho preparato per ieri mattina.
In realtà, è un piatto molto versatile, così come la frittata di uova, dove dentro puoi mettere tutto quello che ti avanza in frigo; ha il vantaggio di essere colesterolo free, di essere vegana ( se interessa) e di essere molto più leggera della frittata classica.
Io ieri l'ho preparata con i fiori di zucca ( credo gli ultimi della stagione) del cassettone di verdure sempre di Capoverso.
La base è la seguente ed è di una semplicità tale che chiunque la può realizzare.
Per il peso della farina di ceci dovete aggiungere il doppio della quantità di acqua fredda, ovvero io ieri avevo 100 gr di farina di ceci che ho mischiato con 200 ml di acqua fredda e ho amalgamato fino a sciogliere tutti i grumi.
Io non avevo tempo, ma l'ideale è lasciar riposare per un paio d'ore il composto che così si gonfia un po'.
Ho aggiunto sale, pepe e curcuma ( così era più gialla) e ho messo il composto in una padella in cui già avevo fatto rosolare i fiori di zucca a pezzi e un po' d'olio.
Poi il procedimento è identico a quello della frittata: la girate quando ha preso colore e la servite.
E' di una facilità imbarazzante ed è buonissima.
Hanno tutti apprezzato, anche il cliente che mangiava solo salato!
è andata a ruba.....

lunedì 14 gennaio 2013

Castagnaccio lievitato (e senza pinoli)

Ovvero un non castagnaccio, ma una torta con farina di castagne e uvetta, non meno dignitoso di un classico castagnaccio.
Quando mia madre mi dà un compito culinario, io eseguo sempre a modo mio, cercando di sfogare almeno in questa parte della mia vita la creatività.
meglio di un castagnaccio
Avevo quindi la farina di castagne e un dolce da proporre a circa 20 persone ( eh si, siamo una famiglia numerosa....).
Avevo già sperimentato la simpatica a profumata farina, usata da sola e senza nessun'altra amica farina, e il risultato sono stati dei muffin che abbiamo mangiato con il cucchiaino, perchè si sbriciolavano appena li
toccavi...buoni ma eccessivamente friabili e frantumabili.






Questa volta l'ho mischiata alla farina 0 biologica e il risultato è stato migliore.
A 200 gr di farina di castagne ho mischiato 150 gr di farina bianca, 100 gr di zucchero, latte di soya fino ad ottenere un impasto che cola bene dal cucchiaio ( nè liquido, nè solido, una sana via di mezzo), mezza banana frantumata, lievito in polvere e uvetta in precedenza ammorbidita in acqua calda.
La torta ha cotto 45 minuti a 180 gradi.

Ho ricevuto i complimenti anche da mia madre...e infatti in settimana nevica a Roma.

giovedì 27 settembre 2012

15 persone a cena

Domani sera ho solo 15 persone a cena. Di cui 3 bambine streghette meravigliose che chissà che piffero mangeranno, una quasi mamma panciuta ( ammesso che non si areni al primo piano e toccherà spostare la cena sul pianerottolo) che è allergica al nichel e quindi a diverse cosette, una mamma che se non porta l'arrosto non si sente a cena, un marito colestoroloso, chi non mangia zucchine, chi non mangia la famiglia dei broccolidi, io che non mangio carne....gli unici che si salvano sono mio babbo, noto onnivoro, e mio fratello di bocca buona.
ok, ho un piano per sfamarli tutti. Non garantisco la mia sanità mentale ma dovrei farcela.
Antipasto: formaggi vari con marmellate varie. Plumcake salato con non so ancora quali verdure.
Primo anzi primi: Lasagne al pesto e ricotta, lasagne bianche con verdure non so ancora quali.
Secondo: arrosto di mamma ( sennosisentemale!), polpettone alle prugne di Sonia, polpettone di bietole e pane ( anche io mi devo nutrire di qualcosa).
Contorni: patate e verza stufate, carote al curry, cicoria ripassata.
Dolce: sono molto indecisa tra torta con lievito madre e cocco ( è un esperimento e non so se mi regge di servire un eventuale mattone), muffin classici vegani con crema calda e panna.
Basterà? Sopravviverò?

venerdì 22 giugno 2012

l'avventura della pasta madre

Era tanto tempo che volevo iniziare a panificare con la pasta madre, e dopo aver letto di tutto e di più, aver visto molti video, e consultato tantissimi libri, mi sentivo pronta ad iniziare l'avventura. Senonchè siamo riusciti a fare il Grande Passo, cioè l'acquisto di una casa, e ho pensato fosse meglio posticipare l'inizio a quando ci saremmo stabiliti a casa nuova. Senonchè ( e siamo a due) a casa di mio fratello una sua amica ha lasciato un barattolo di pasta madre e a quel punto era lei che aveva scelto me e così ho dato l'avvio alla produzione di pane con pasta madre. I primi esperimenti sono stati terribili, e io, pur di non cedere di fronte a mio marito che (giustamente) sosteneva che il pane era acido e ammassato, pesante come un foratino, l'ho mangiato ugualmente, con la viva speranza che il mio sacrificio sarebbe stato ricompensato nel futuro. E infatti così è stato: dopo quasi due mesi di tentativi vari e eventuali, oggi la mia pasta madre produce un pane profumato e morbido, che può essere ancora perfezionato ma che almeno non è duro come una roccia....I vari trucchi che ho studiato e sperimentato sono:
1- una lievitazione molto lunga, tutta il giorno o almeno tutta una notte, con vari impasti ogni 2/3 ore per dare aria alla pasta;
2 - lievitazione in forno (spento ma chiuso) con a fianco un contenitore con dentro l'acqua, serve a dare umidità e consente una lievitazione più leggera ( grazia Sonia del suggerimento...)
3 - cottura lunga, diciamo che per mezzo chilo di farina deve stare in forno almeno 40 minuti, sennò si ammassa e fa l'effetto foratino di cui sopra;
4 - uso di farine biologiche, mai avrei pensato che una farina influisse così tanto e invece si sente proprio la differenza anche solo ad impastarlo;
5 - quando si cuoce in forno riporre lo stesso tegame con un fondo di acqua, perchè anche in questa fase aiuta la morbidezza;
6 - rinfrescare la pasta madre più spesso possibile, in modo che perda l'acido.
 Questa rinfrescatura frequente crea un inconveniente: si ha pasta madre per un esercito affamato...e così non resta che spacciarla ad amici e parenti, come ho fatto io che l'ho regalata a mia madre che con la sua pazienza l'ha fatta seccare dopo due settimane, a Sonia a cui viene un pane che sembra quello vero, a Lucilla che è mia complice di esperimenti naturali, a Rita, la mia capobottega, che mi ha detto che ormai il blob ha invaso il frigo,  a Fede, che mi sa che era meglio se gliela davo una volta finiti gli esami....
Comunque spacciarla dà vero piacere, mi sembra di condividere una tavola imbandita con ogni persona a cui l'ho data ed è una bella sensazione!
Continuo gli esperimenti, almeno fino a che Enrico non si stufa di avere farina sparsa un po' ovunque....